TFA e acqua potabile: cosa cambia con il nuovo parere dell’EFSA? 

TFA e acqua potabile
Cultura

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare(EFSA) ha aggiornato la propria valutazione scientifica sulTFA (acido trifluoroacetico), una sostanza appartenente alla famiglia dei PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni” perché possono persistere nell’ambiente per molto tempo. 

La novità riguarda ladose giornaliera accettabile (DGA): sulla base di nuove evidenze scientifiche, l’EFSA ha abbassato il valore di riferimento da0,05 a 0,014 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, adottando un criterio ancora più prudente nella tutela della salute dei consumatori. 

Ma cosa significa, concretamente, questa decisione? E cosa cambia per chi beve l’acqua del rubinetto? 

Che cos’è il TFA? 

IlTFA (acido trifluoroacetico)è una sostanza che può formarsi dalla degradazione di alcuni composti appartenenti alla famiglia dei PFAS, ma anche di alcune sostanze utilizzate nei prodotti fitosanitari e di alcuni gas impiegati in ambito industriale. 

Essendo molto persistente, può essere rinvenuto nel suolo, nelle acque sotterranee, nelle colture agricole e, di conseguenza, anche negli alimenti e nell’acqua destinata al consumo umano. 

Cosa significa “dose giornaliera accettabile” (DGA)? 

Ladose giornaliera accettabile (DGA)non è un limite oltre il quale una persona si ammala, né indica che una sostanza sia improvvisamente diventata pericolosa. 

Si tratta invece di un valore scientifico utilizzato per stimarela quantità di una sostanza che può essere assunta ogni giorno, per tutta la vita, senza comportare rischi apprezzabili per la salute

In altre parole, rappresenta un riferimento utilizzato dagli esperti per effettuare le valutazioni del rischio e costruire un ampio margine di sicurezza a tutela della popolazione. 

Perché l’EFSA ha abbassato questo valore? 

La revisione nasce dall’analisi di nuove evidenze scientifiche. 

Per elaborare il nuovo parere, l’EFSA ha preso in esame170 studi e documenti scientifici, comprendenti studi sperimentali, letteratura scientifica e dossier regolatori. Le nuove ricerche hanno individuato effetti sullo sviluppo, sulla riproduzione e sugli ormoni tiroidei come gli aspetti più sensibili da considerare nella valutazione del rischio. 

Per questo motivo è stato scelto un approccio ancora più prudenziale, riducendo la dose giornaliera accettabile rispetto al valore stabilito nel 2017. 

Allo stesso tempo, l’EFSA precisa cheil TFA è considerato improbabile come sostanza genotossica, cioè non emergono evidenze che indichino un danno diretto al DNA. Restano invece alcune incertezze legate alla mancanza di studi di lunga durata e ai possibili effetti nel lungo periodo, motivo per cui l’Autorità ha applicato ulteriori fattori di sicurezza nella definizione del nuovo valore. 

Cosa cambia per l’acqua potabile? 

Per i cittadininon cambia nulla nell’immediato

Il nuovo valore pubblicato dall’EFSAnon modifica automaticamente i limiti di legge dell’acqua potabile, ma costituisce un riferimento scientifico che potrà essere utilizzato dalla Commissione europea e dagli Stati membri per aggiornare, se necessario, le future valutazioni del rischio, le attività di monitoraggio e le eventuali misure di gestione. 

L’acqua destinata al consumo umano continua, infatti, a essere sottoposta ai controlli previsti dalla normativa europea e nazionale, che prevedono sistemi di monitoraggio sempre più attenti anche nei confronti dei PFAS. 

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