Estate 2026 e acqua: facciamo il punto sulla risorsa idrica in Italia

Estate 2026 acqua
Cultura

Temperature elevate, disponibilità idrica sotto pressione e produzione idroelettrica in calo. L’estate 2026sta riportando l’acquaal centro dell’attenzione e offre l’occasione per osservare insieme alcuni dei principali segnali arrivati negli ultimi mesi.

Non si tratta soltanto di chiedersi quanta acqua abbiamo a disposizione. Siccità e temperature elevate rendono ancora più importante capirecome utilizziamo la risorsa, quanto sono efficienti le infrastrutture che la trasportano e quanto siamo preparati ad affrontare periodi di maggiore stress idrico.

Il primo segnale arriva dall’idroelettrico

Un indicatore interessante dello stato della risorsa arriva dalla produzione dienergia idroelettrica.

A maggio 2026, secondo i dati diTerna, la produzione da fonte idrica èdiminuita del38,5% rispetto a maggio 2025, a causa della minore disponibilità della risorsa. Nello stesso mese le fonti rinnovabili hanno complessivamente coperto il 52,8% della domanda elettrica nazionale.

Il dato non misura direttamente la disponibilità di acqua potabile, ma rappresenta un segnale delle condizioni idrologiche che hanno caratterizzato questa prima parte della stagione.

Una disponibilità idrica che va osservata nel lungo periodo

Per comprendere l’estate 2026 bisogna però guardare oltre i singoli mesi.

L’ultimo bilancio idrologico annuale pubblicato daISPRAmostra che nel2025 la disponibilità di risorsa idrica rinnovabile in Italia è stata stimata in circa 128 miliardi di metri cubi, oltre il 7% in meno rispetto alla media annua di lungo periodo.

Rispetto al 2024, particolarmente ricco di risorsa, la diminuzione è stata di circa il 19%.

Il dato conferma una tendenza che ISPRA osserva a livello nazionale dal 1951: la progressiva riduzione della disponibilità di risorsa idrica rinnovabile.

Quando l’acqua è meno disponibile, ogni perdita pesa di più

Alla disponibilità della risorsa si aggiunge una seconda questione:la capacità delle infrastrutture di utilizzarla in maniera efficiente.

Secondo gliultimi dati ISTATdisponibili sulle reti, riferiti al 2022, le perdite idriche totali nella distribuzione erano pari al42,4% dell’acqua immessa in rete.

Significa che oltre quattro litri ogni dieci immessi nelle reti comunali di distribuzione non arrivavano agli utenti finali per gli usi autorizzati. ISTAT ha stimato che il volume disperso sarebbe stato sufficiente a soddisfare per un intero anno il fabbisogno idrico di43,4 milioni di persone.

È un dato nazionale e non descrive indistintamente tutte le reti italiane, ma aiuta a comprendere perché la riduzione delle dispersioni rappresenti una delle priorità del Servizio Idrico Integrato.

L’acqua disponibile non è l’unico parametro da osservare

L’estate 2026 ci ricorda quindi che parlare di sicurezza idrica significa tenere insieme più fattori.

Ci sono le precipitazioni e le temperature, sulle quali la gestione del servizio non può intervenire. Ma ci sono anchelo stato delle reti, la capacità di individuare le perdite, il monitoraggio delle infrastrutture, la programmazione e gli investimenti, sui quali invece è possibile agire.

È qui che il ruolo degli Enti di Governo dell’Ambito assume particolare importanza: programmare e monitorare gli interventi necessari affinché il Servizio Idrrico Integrato sia progressivamente più efficiente e capace di affrontare condizioni climatiche mutevoli.

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