Una ricerca internazionale guidata dall’Università di Bolognaha portato alla scoperta di un nuovo meccanismo diformazione dell’acqua nelle profondità della Terra. Un risultato che potrebbe modificare le attuali conoscenze sul ciclo dell’acqua e aprirenuove prospettive nello studio delle risorse idriche, dellageologiae persino dell’esplorazione spaziale.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientificaScience Advances, ha coinvolto ricercatori italiani e internazionali provenienti da università, centri di ricerca e istituzioni scientifiche europee e statunitensi.
Come nasce l’acqua non convenzionale
Per decenni ilciclo dell’acquaè stato interpretato come un sistema sostanzialmente chiuso: l’acqua evapora, forma le precipitazioni, alimenta fiumi e falde e, attraverso complessi processi geologici, viene trasportata nelle profondità terrestri per poi tornare in superficie.
La ricerca ha individuato un percorso finora sconosciuto. Nelle profondità della Terra, l’idrogeno molecolare libero può entrare in contatto con minerali ricchi di ossigeno presenti nelle rocce del sottosuolo. Da questa reazione si genera direttamente acqua, dando origine a quella che gli studiosi hanno definito“acqua non convenzionale”.
In altre parole, l’acqua può formarsi anche in ambienti dove fino a oggi si riteneva impossibile la sua produzione.
Perché questa scoperta è importante?
Da un punto di vista scientifico, il nuovo meccanismo potrebbe portare a una revisione dei modelli utilizzati per descrivere il ciclo dell’acqua sulla Terra. La presenza di acqua generata direttamente nelle profondità terrestri suggerisce infatti che il sistema sia più complesso di quanto ipotizzato finora.
La scoperta potrebbe inoltre contribuire a comprendere meglio alcuni fenomeni geologici, come la formazione dei magmi profondi e i processi che influenzano l’attività sismica.
Una nuova prospettiva per la ricerca sull’acqua
Lo studio offre anche spunti interessanti per la ricerca delle risorse idriche al di fuori del nostro pianeta.
Comprendere come l’acqua possa formarsi attraverso processi geologici profondi potrebbe infatti aiutare gli scienziati a interpretare in modo diverso i dati raccolti dalle missioni spaziali e aindividuare nuovi ambienti potenzialmente favorevoli alla presenza di acquae, in prospettiva, di forme di vita.
Conoscere l’acqua per gestirla meglio
Sebbene si tratti di una scoperta che riguarda la geologia profonda e la ricerca scientifica di base, il risultato conferma quanto la risorsa idrica sia ancora oggi oggetto di studio e quanto sia importante continuare a investire nella conoscenza dei processi che la regolano.
Per chi si occupa di gestione del Servizio Idrico Integrato, ogni avanzamento scientifico rappresenta un tassello in più nella comprensione di una risorsa fondamentale per la vita, per l’ambiente e per lo sviluppo dei territori.

