Gerardo Stefanelli: usate male le risorse per l’acqua

Gerardo Stefanelli, Presidente Egato 4 Latina – Lazio Meridionale
Ente

L’intervista per Latina Oggi di Gerardo Stefanelli, Presidente di Egato 4 Lazio Meridionale – Latina.

Presidente a quanto pare c’è in atto un braccio di ferro tra Acqualatina ed Egato 4: perché non volete immettere nuovi capitali per aiutare il gestore?
Non c’è alcun braccio di ferro in atto, l’Egato 4 sta svolgendo il proprio compito di controllo e monitoraggio, mentre il gestore dovrebbe rendere più veloce e facile la trasmissione di informazioni e dati che ci permettono di adempiere al nostro compito. Poi se la sua domanda si riferisce all’eventuale aumento di capitale, questo riguarda direttamente i Comuni in quanto soci di Acqualatina. Su questo tema, lo ribadisco, Egato 4 non c’entra nulla. Però, a mio parere, è in atto un’eccessiva drammatizzazione della situazione economico-finanziaria di Acqualatina. Si chiedono 30 milioni; poi se ne chiede la metà; poi ancora, dopo che la gran parte dei Consigli Comunali ha bocciato tale richiesta, si forza una seduta di assemblea per guadagnare un ulteriore rinvio. Le sembra un comportamento professionalmente adeguato da parte del Consiglio di Amministrazione della più grande società pubblica della provincia?

Si spieghi meglio.
La verità assodata oggi è che il servizio idrico integrato dell’Ato 4 è peggiorato su tutti i fronti nell’ultimo anno. Siamo stati i primi a denunciare il rischio, soprattutto quando ci siamo resi conto che si stava progressivamente azzerando un organigramma costituito da grandi professionalità tecniche cresciute negli anni sul nostro territorio.

È un’affermazione forte la sua: si tratta di una congettura o può dimostrarlo?
Non sono io a parlare, ma i dati e i rilevamenti. L’Egato 4 monitora sia la qualità tecnica che quella contrattuale del servizio. Sulla base di questi valori l’ARERA, che per chi non lo sapesse è l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, riconosce delle premialità, ovvero delle risorse economiche. Ebbene, sul 2024 Acqualatina non ha rispettato le disposizioni ARERA sui tempi di approvazione della tariffa nonché sull’apertura degli sportelli fisici. Acqualatina per questo ha perso 1,2 milioni di euro di premialità. Tra il 2024 e il 2025 abbiamo riscontrato anche un aumento esponenziale dei tempi necessari per eseguire volture, subentri, nuovi allacci. Risultato? Acqualatina sarà declassata dal sistema di monitoraggio della qualità del servizio reso agli utenti. Il colmo è che su questi servizi, fino al 2023, Acqualatina era tra i gestori più efficienti in Italia. Questi sono due esempi, potrei continuare.

Come si spiega questi passi indietro?
Ci sono due grandi cause: la prima è di aver utilizzato le finanze a disposizione per operazioni commerciali discutibili piuttosto che per ridurre le perdite e inserire personale per potenziare i servizi all’utenza. La seconda è l’aver smantellato le competenze interne generando un vero e proprio buco di know how. Inoltre, l’assenza di competenze interne, ha visto aumentare le esternalizzazioni, accrescendo ulteriormente i costi.
Su questo abbiamo avviato un procedimento di verifica anche presso l’Anac per approfondire la legittimità di alcune operazioni.

Altra nota dolente, gli investimenti. Non riconoscendo ad Acqualatina nuove risorse finanziarie, non c’è il rischio che tutto il servizio ne risenta?
Vede, questo è un’altra affermazione discutibile. Le risorse per fare gli investimenti censiti nel piano ci sono. Nelle ultime settimane abbiamo anche attivato i rappresentanti istituzionali del territorio per sbloccare risorse stanziate da Ministero e Regione e già rendicontate dal gestore. Sono arrivati nelle casse di Acqualatina 6 milioni di euro e abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte della Regione Lazio per la liquidazione di altri 3,8 milioni di euro e da parte del MEF di oltre 5 milioni di euro nelle prossime settimane. Questo vuol dire che avevamo ragione: le risorse c’erano e ci sono. Il punto è un altro: il gestore deve utilizzarle bene. Continueremo a vigilare su questo.

Presidente, alcuni Comuni hanno ipotizzato di utilizzare i canoni concessori che nei prossimi anni spetteranno proprio ai Comuni per sostenere l’aumento di capitale in misura parziale. Cosa ne pensa?
Questa ipotesi, avanzata dai rappresentanti del Comune di Latina e dal Sindaco di Sperlonga, impone una partecipazione dell’amministrazione provinciale che farebbe da cassa anticipando la liquidità che poi recupererebbe negli anni dai Comuni. Su questa operazione, ho chiesto un parere ai dirigenti competenti dell’Amministrazione provinciale, sia per tracciarne i profili di legittimità sia per capire eventualmente se l’attuale situazione economica dell’Amministrazione provinciale lo consentirebbe. Non dimentichiamo che in questo momento la Provincia ha anticipato circa 17 milioni di euro di fondi PNRR che rientreranno nel secondo semestre del 2026. Se anche fossero favorevoli i pareri, occorrerebbe verificare la volontà dei singoli Comuni e della maggioranza del Consiglio provinciale. Mi sembra un’ipotesi difficilmente realizzabile.

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