Questione ambientale e nuove generazioni: la sfida di “Zhero” per avvicinare i più piccoli al mondo della sostenibilità

Conoscere la macchina della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente è diventato di primaria importanza non solo per gli adulti, ma anche per i più piccoli.

Con questo intento nasce il libro “Zhero – il segreto dell’Acqua” di Marco Laverà, amministratore di Snam – società specializzata in infrastrutture energetiche tra le più rinomate al mondo.

La trama di Zhero prende vita nella città dell’acqua per antonomasia: Venezia. Qua, tre brillanti ragazzini si troveranno a dover affrontare una corsa contro il tempo per salvare un importante luminare della fisica, nonché loro amico, scomparso in circostanze misteriose. Il futuro dell’umanità potrebbe essere riposto proprio nell’ultima invenzione del professore, una macchina per produrre energia verde proprio partendo dall’acqua. Tocca quindi ai razzi raccogliere l’eredità del luminare ed impedire che il buio cali sulla terra.

Attraverso questo viaggio tra le pagine di Zhero, che oggi si sono trasformate anche in parole grazie al podcast disponibile su tutte le piattaforme di ascolto (Spotify, Spreaker, Google Podcast, Apple Podcast), il pubblico più giovane potrà riflettere sulla transizione energetica e conoscere i vantaggi ambientali dell’idrogeno verde prodotto dalle elettrolisi dell’acqua. Il che potrebbe tradursi anche nell’incoraggiamento dei ragazzi ad approfondire le materie scientifiche e ad appassionarsi al mondo della sostenibilità e dell’innovazione.

Irrigazione deficitaria: la soluzione agricola per il risparmio dell’acqua

Uno studio dell’Università di Catania, applicato ad un Consorzio agricolo siciliano, ha dimostrato come la tecnica dell’irrigazione deficitaria possa essere una soluzione ottimale al risparmio idrico.

Il risparmio dell’acqua è diventato un imperativo necessario nella nostra società. Ad oggi si conta che il 70% dell’utilizzo dell’acqua disponibile venga impiegato in agricoltura e, proprio per questo, numerose ricerche si sono concentrate su come poter ottimizzare questo dato riducendo i consumi ed aumentando la disponibilità idrica.

Una prima risposta è arrivata dalla collaborazione tra il Consorzio siciliano Euroagrumi e il Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria dell’Università di Catania, un’unione che ha dimostrato come la cosiddetta “irrigazione deficitaria” possa contribuire al risparmio dell’acqua permettendo al contempo di produrre ottime risorse agricole.

L’irrigazione deficitaria rappresenta una tecnica agricola nella quale viene scelto di applicare sulle culture un grado di carenza idrica, accettando la diminuzione della produzione senza perdere la qualità del prodotto. È un sistema studiato fin dagli anni ’70 ma ancora oggi poco applicato per non dover rinunciare alla quantità di merce agricola prodotta dalla full irrigation.

I mutamenti climatici hanno però accelerato il processo di cambiamento verso un atteggiamento sostenibile e innovativo. In Sicilia, anche a fronte delle trascorse annate caratterizzate da intensa siccità durante le quali il fabbisogno di acqua ha superato le risorse a disposizione della comunità, ripensare ad un’evoluzione nel campo agricolo si è rivelato di primaria importanza.

“Produrre risparmiando acqua non solo è possibile, ma è anche una necessità. – ha esordito Rapisarda, proprietario del Consorzio catanese Euroagrumi – Grazie all’Università di Catania abbiamo messo in pratica l’irrigazione deficitaria che ci ha permesso di risparmiare quasi il 50% dell’acqua di irrigazione per ottenere prodotti di qualità uguale se non superiore. Le piante sottoposte a stress idrico hanno prodotto maggiore vitamina e più antociani. Con resa maggiore in termini salutistici.”

“In agricoltura, con sempre maggiore frequenza, si manifestano annate siccitose – ha affermato Barbagallo, professore dell’Università di Catania – Il Centro Studi di Economia applicata all’Ingegneria dell’Università di Catania sta studiando da oltre un decennio il tema dell’irrigazione deficitaria e di precisione. Negli ultimi 20 anni nella Piana di Catania c’è stata una forte evoluzione dei metodi di irrigazione. Si è passati dall’aspersione e scorrimento all’irrigazione a goccia e poi a quella deficitaria. Con l’irrigazione di precisione e deficitaria abbinate, si risparmia fino al 30% di acqua. Il tema non riguarda solo l’acqua, ma anche la pianta, quindi la scelta di cultivar e delle piante in generale, con combinazioni che possano consentire di risparmiare acqua.”

Grazie alla ricerca e all’innovazione si dimostra quindi possibile un’evoluzione verso il rispetto ed il risparmio dell’acqua in uno dei settori maggiormente coinvolti nell’utilizzo della stessa. Ciò che rende ottimale la scelta di nuove tecniche, come quella dell’irrigazione deficitaria, è il mantenimento della qualità del prodotto, senza quindi dover rinunciare a bontà e genuinità.

EGATO 4 Latina rilancia la sua mission e presenta il nuovo logo

EGATO 4 Latina avvia un percorso di nuova comunicazione con gli utenti e inaugura questa stagione – fatta di obiettivi ambiziosi tra innovazione, sostenibilità e tutela dei cittadini – con un’immagine rinnovata.

Un cambio di passo che inizia con un nuovo logo che vuole rappresentare non solo i servizi offerti, ma anche i principi perseguiti dall’Ente: sostenibilità ambientale e rispetto per l’acqua.

Proprio quest’ultima diventa protagonista a livello grafico: la goccia al centro dell’immagine rappresenta la pupilla di un occhio “green” per sottolineare il ruolo di controllo e monitoraggio ricoperto dall’Ente nei confronti del gestore. Le linee, invece, richiamano alla mente sia le onde dell’acqua che quelle del paesaggio e, con la loro dinamicità, contribuiscono a indicare il rilancio dell’Ente verso il futuro. Anche i colori sono rappresentativi del messaggio: il blu e il celeste rievocano il ciclo dell’acqua, mentre il verde rappresenta l’attenzione all’ambiente.

“È in corso un processo di profondo ammodernamento dell’Ente su tutti i fronti – spiega il Presidente dell’Egato 4 Latina Gerardo Stefanelli – Il nostro obiettivo è tutelare i cittadini e i loro diritti. Per farlo, da un lato stiamo recuperando risorse per nuovi investimenti, dall’altro stiamo rivoluzionando la macchina per essere un concreto punto di riferimento per gli utenti. E i canali di comunicazione in questo sono fondamentali”.

Il nuovo logo anticipa la pubblicazione nelle prossime settimane del nuovo sito web che sarà completamente ristrutturato per chiarire all’utente ogni dubbio sul servizio idrico integrato e coinvolgere i cittadini attraverso progetti e iniziative, perché il nostro ruolo è anche quello di educare a una cultura sostenibile.

Chasing Ice: un viaggio tra i ghiacciai per documentare il cambiamento climatico

Chasing Ice: un documentario diretto da Jeff Orlowski, presentato nel 2012 e disponibile oggi su Netflix con l’intento di mostrare in modo tangibile come i cambiamenti climatici stiano agendo sul nostro pianeta. 

La storia del lungometraggio ha inizio nel 2005, quando ad uno dei protagonisti del documentario, il noto fotografo ambientalista James Balog, venne richiesto dalla National Geographic di dirigersi al Circolo Polare Artico per monitorare i danni afflitti ai ghiacciai dal surriscaldamento globale.

Sebbene scettico, nella primavera del 2005 Balog si dirige alla scoperta dell’Artico accompagnato da altri colleghi, tra cui  Svavar Jonatansson, Adam LeWinter, Louie Psihoyos e lo stesso Orlowski.
Grazie a loro la storia prende vita dando una prova diretta ed innegabile dei cambiamenti sul nostro pianeta: attraverso videocamere time – lapse posizionate in diverse aree del Circolo Polare, i fotografi hanno catturato numerosi immagini di ghiacciai in movimento che scompaiono ad un ritmo impressionante.

Questo ricorda allo spettatore che i ghiacciai artici rappresentano una risorsa unica nel suo genere: essendo la più grande riserva di acqua dolce del pianeta, questi si traducano in un elemento chiave per la nostra sopravvivenza.

Lo scioglimento degli stessi può però provocare un pericolo non solo per l’essere umano: l’impatto che ha sulla vita degli esseri viventi e del nostro pianeta in generale può portare a dei danni irrevocabili.

Con la dispersione di grosse quantità di acque dolci nei nostri oceani si può infatti andare incontro ad uno sconvolgimento dell’habitat di molte specie marine, fatto che contribuirà alla loro estinzione.
Tra i danni più feroci anche l’impatto dell’innalzamento del livello dei mari, con la conseguente comparsa di eventi metereologici catastrofici come le inondazioni e, in casi estremi, la scomparsa di interi paesi.

Chasing Ice, il quale ha ricevuto anche una candidatura per il premio Oscar, toccherà quindi in maniera profonda un mondo lontano e di cui spesso non si ha consapevolezza, dando modo di riflette e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle proprie scelte. Se, infatti, il discioglimento del ghiaccio monitorato oggi riguarda i cambiamenti di temperatura avvenuti anni fa, dobbiamo agire subito e più in fretta per poter garantire un futuro al pianeta.

Dal Messico arriva il Water Silos: l’acqua in polvere per il risparmio idrico in agricoltura.

Un ingegnere e ricercatore dell’Istituto Politecnico Nazionale messicano CDMX è riuscito a sperimentare un’efficace modalità di risparmio idrico nell’agricoltura attraverso un interessante polimero, da lui chiamato Water Silos.

In Messico, dove le risorse idriche scarseggiano e l’ambiente diventa sempre più ostile per il settore primario, è stata adottata una soluzione per correre in soccorso agli agricoltori: l’acqua in polvere.

È Sergio Jesus Rico Velasco, ingegnere e ricercatore presso l’Istituto Politecnico Nazionale di CDMX (Messico) ad aver dato vita al materiale. Riconosciuto da Discovery come “la mente più brillante del Messico”, Velasco ha sviluppato una sostanza chimica – da lui chiamata Water Silos – in grado di assorbire l’acqua piovana per poi solidificarsi e trasformarsi in polvere.

L’acqua in polvere rappresenta un polimero a base di potassio non tossico e biodegradabile. Il suo funzionamento è apparentemente semplice: il materiale intrappola l’acqua piovana trattenendola; quindi, si solidifica – impedendo al liquido di filtrare o evaporare – e, una volta che l’umidità si è completamente estinta, il polimero si trasforma in polvere che verrà utilizzata successivamente nell’irrigazione.

L’invenzione si rivela quindi benefica non solo per gli agricoltori, ma dà un contributo alla cura delle risorse idriche mondiali: un chilo di Water Silos potrà infatti immagazzinare 500 litri d’acqua, riducendo la quantità utilizzata per l’irrigazione tra il 50 ed il 90%. Il dato è rilevante se si pensa che l’ONU abbia dichiarato che l’irrigazione agricola utilizzi ad oggi il 70% dell’acqua mondiale.

Oltretutto questo tipo di materiale si presenta come amico del suolo: proteggendolo dall’erosione e prevenendo la contaminazione dell’Aqua, il polimero potrà rimanere sul terreno per un tempo pari a 10 anni.

Un’innovazione, questa, che ci dimostra come la scienza applicata alle tecniche agricole possa sviluppare contributi fondamentali per il rispetto ed il risparmio idrico.

FONTE: Ambientebio.it

EGATO 4 Latina: la strada verso il miglioramento della qualità tecnica del servizio idrico è tracciata

Inviata la relazione sulla qualità tecnica del servizio idrico per il biennio 2020-2021 da parte dell’Egato 4 Latina all’Arera. Continua così il lavoro di monitoraggio e di indirizzo dell’Egato 4 Latina sull’operato del gestore.

Miglioramento delle performance di intervento, qualità dell’acqua depurata e smaltimento dei fanghi le punte di diamante del servizio. Sugli altri parametri, individuate le criticità e definite le linee guida di intervento per raggiungere standard sempre più alti.

Dalla relazione sulla qualità tecnica del servizio idrico redatta dall’Egato 4 Latina sull’operato del gestore emergono notizie positive per gli utenti e ampie aree di miglioramento, con alcune criticità che rappresentano delle vere e proprie sfide.

Da sottolineare come già per il biennio precedente l’ARERA – Autorità di regolazione per energia reti e ambiente – abbia riconosciuto sulla base delle precedenti valutazioni premialità per oltre 400 mila euro. I dati del nuovo biennio, che sono stati presentati all’Autorità di regolazione nel nuovo report biennale, rappresentano una riconferma.

“Si tratta di un documento fondamentale per tenere traccia dei risultati del gestore – spiega l’Ing. Umberto Bernola, della Segreteria Tecnico Operativa – e per monitorare la qualità del servizio fornito ai cittadini. Nella relazione sulla qualità tecnica del servizio, infatti, vengono analizzati e monitorati dei fattori prioritari per tutelare i diritti degli utenti e la loro salute, come la qualità dell’acqua immessa in rete, le interruzioni, nonché gli smaltimenti dei fanghi e la depurazione delle acque. A differenza di quanto spesso impropriamente si dica, nell’Egato 4 Latina il servizio idrico si posiziona nelle classi più alte di valutazione per alcuni di questi parametri.”

Ad esempio, riguardo all’indicatore di riferimento M6 sulla qualità dell’acqua depurata, l’Egato è stabilmente in classe B, la seconda migliore considerando che si va dalla Classe A (la più alta) alla Classe E (la peggiore).

“L’Egato 4 Latina punta alla classe A rispetto alla qualità dell’acqua depurata. – spiega l’Ing. Umberto Bernola – C’è da dire che in questi ultimi anni abbiamo dovuto affrontare una sfida: quella di integrare dal 2016 i tre Comuni di Ponza, Ventotene e Sezze che hanno delle problematiche strutturali di lungo corso nei loro impianti di depurazione.”

Il punto di forza di Egato 4 continua ad essere lo smaltimento dei fanghi in discarica. In questa categoria, infatti, l’Arera ha premiato la gestione nel 2018 e nel 2019 per il macro-indicatore M5, ottenendo una premialità di oltre 90 mila euro. Qualità del servizio che è stata mantenuta anche per l’anno 2021, restando in Classe A, ovvero la più alta.

“Guardando al futuro, – aggiunge il Presidente dell’Egato 4 Latina, Gerardo Stefanelli – vogliamo che questo specifico servizio si perfezioni ulteriormente, innovando le modalità di inserimento e registrazione dei dati tramite l’integrazione di sistemi di rilevazione per i quantitativi fanghi e per le percentuali di secco indicate nei rapporti di prova.”

Altro fiore all’occhiello è la gestione delle interruzioni del servizio (parametro M2), che pur posizionandosi in Classe C in realtà ha ottenuto il riconoscimento dell’obiettivo fissato dall’Arera e, quindi, è già sulla buona strada per salire di classe. In particolare qui è stato fondamentale l’apporto della tecnologia che permette di individuare le singole utenze interessate dalle interruzioni, informarle tempestivamente e valutarne gli indennizzi che vengono riconosciuti agli utenti in bolletta.

“Siamo soddisfatti del raggiungimento di questi obiettivi anche perché molte volte gli utenti non li conoscono, e invece stiamo cercando anche di rendere sempre più trasparente e diretta la comunicazione con le persone. Presto ci saranno novità in tal senso. – commenta Stefanelli – Ovviamente siamo consapevoli che bisogna puntare molto più in alto. L’Egato 4 Latina sta lavorando affinché il gestore possa garantire standard appropriati su tutti i parametri che monitoriamo e, soprattutto, migliorare il servizio laddove è indietro. Mi riferisco all’adeguatezza del sistema fognario di cui spesso manca il censimento e al tema delle perdite idriche, su cui abbiamo previsto interventi per oltre 40 milioni di euro tramite il PNRR per passare dal 71% al 45% di dispersione. L’obiettivo resta sempre lo stesso, tutelare i cittadini, monitorando il servizio e guidando gli investimenti strutturali e strategici.”

EGATO 4 Latina guarda al futuro: presentato il piano di richiesta per i finanziamenti PNRR

Digitalizzazione, riduzione degli sprechi, incremento della qualità: gli obiettivi dopo il successo delle bandiere blu

Innovare e migliorarsi, a beneficio del pianeta, del servizio idrico e soprattutto dei cittadini: con questa missione EGATO 4 Latina ha sottoposto un piano di richiesta finanziamenti redatto dall’ingegnere Umberto Bernola, per poter accedere ai fondi del Next Generation EU previsti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ottica di rilanciare il settore economico nell’era post Covid in una chiave più verde e più digitale.

Il piano, che prevede di completarsi entro il 2025, intende continuare a migliorare il servizio, utilizzando tali fondi come attivatori economici in modo da raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi. Gerardo Stefanelli, presidente dell’Egato 4 Latina e promotore di questo progetto, ha spiegato i punti fondamentali sui quali EGATO 4 Latina si sta impegnando.

Avete presentato il PNRR per le reti idriche. Quali sono le aree di intervento considerate?

Gli obiettivi ben si sposano con le finalità per cui nasce questo fondo europeo. Intendiamo integrare le piattaforme digitali implementando le più avanzate tecnologie, completare la distrettualizzazione dell’ATO e soprattutto massimizzare il recupero di dispersioni idriche, avvalendoci anche qui delle metodologie più avanzate e innovative. Per fare tutto questo abbiamo previsto un finanziamento di oltre 40 milioni di euro tramite il PNRR, che si somma ai 12 milioni di euro già ottenuti per Sardellane e Mazzoccolo. Il piano PNRR mira a portare il nostro servizio idrico verso la digitalizzazione e la sostenibilità: abbiamo in mente il modello delle smart cities.

La questione delle crisi idriche da lei citato è tra i punti più scottanti: domanda che tutti vorrebbero farle è “si riuscirà a risolvere l’annoso problema delle perdite?

Si, ma andremo molto oltre. Nello specifico, per quanto riguarda la riduzione delle perdite, la situazione attuale vede un volume disperso pari al 71%; da solo EGATO 4 prevede di far scendere tale percentuale al 55%. Con l’accesso ai fondi del PNRR, contiamo di riuscire a scendere fino al 45%, avvicinandoci sensibilmente agli obiettivi stabiliti da ARERA.

Ridurre le perdite porterà dei benefici ai cittadini?

Assolutamente sì. È fondamentale comprendere che tutti i punti previsti, a prescindere dallo specifico settore di intervento, diventano a loro volta attivatori di benefici del servizio nel suo complesso, arrivando quindi fino alla bolletta degli utenti.

La riduzione delle perdite, ad esempio, influisce con forza sulla quantità di energia consumata: grazie al piano di investimenti PNRR entro il 2026 scenderemo da un consumo previsto di kw orari di 100 milioni ad uno di 89 milioni, che si traduce in un risparmio dal 2023 al 2026 di oltre 7,5 milioni di euro.

Un altro punto focale del piano presentato riguarda la distrettualizzazione. Anche qui, quali sono i benefici per il cittadino?

È presto detto: puntiamo a distrettualizzare circa 2.500 km di rete idrica. Con questa operazione diventerà molto più semplice intervenire su tratti con tubature difettose o vecchie, senza però dover bloccare tutta la rete idrica. In parole povere, è un intervento che settorializza la rete, permettendo di dover chiudere, quando necessario, il servizio idrico solo a zone ristrette, come una sorta di operazione chirurgica. E, come dicevo, intervenire in maniera più focalizzata permette di arginare i danni e soprattutto risparmiare in termini di energia e dispersione.

Parlava di un orizzonte di smart city. Quali gli interventi connessi?

La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica sono passi imprescindibili. Solo avvalendoci delle migliori tecnologie e delle metodiche più avanzate possiamo realmente proiettarci verso il futuro. Il risanamento No-Dig, ad esempio, permette di riparare le tubature con una precisione altissima senza dover scavare nel suolo: interventi quindi meno dispendiosi e meno invadenti per il territorio, e quindi per il cittadino. Problemi che vengono individuati, per citare altri punti del nostro piano, con il servizio di smart metering e di pressure management.

Salvaguardare la rete e innovarla, quindi.

Sono azioni che EGATO 4 ha già avviato, ottenendo dei buoni risultati in passato. Tra il 2018 e il 2019 Arera ha infatti riconosciuto alla gestione diverse premialità, soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento fanghi in discarica e la qualità dell’acqua depurata.

Il lavoro che stiamo facendo ci ha messi sulla buona strada, noi ora vogliamo spingerci oltre, e i fondi del PNRR sono l’occasione che più ci serviva.

I risultati del cambio di rotta sono sotto gli occhi di tutti, lo testimonia anche l’assegnazione delle bandiere blu di quest’anno.

Si tratta di un risultato che ci ha reso molto orgogliosi, anche per quanto riguarda il rapporto con il cittadino. L’assegnazione delle bandiere blu da parte della FEE ha infatti premiato le politiche degli amministratori locali e anche gli sforzi del nostro servizio idrico. Sabaudia, San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Minturno: tutte le località riconosciute valevoli, infatti, appartengono al territorio da noi monitorato.