Egato 4: l’Assemblea dei Sindaci riunita per discutere del futuro delle tariffe  

Mercoledì 10 luglio, nella sala riunioni del Consiglio Provinciale di Latina, si è riunita per una seconda convocazione in sessione ordinaria, la Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia. Dopo il disaccordo dei Sindaci sul piano di investimenti presentato dal Gestore nelle scorse settimane, il quale proponeva un’aumento delle tariffe del 10% per i prossimi 4 anno, l’Assemblea si è riunita nuovamente per discutere di un nuovo piano d’azione. 

A presenziare, oltre al Presidente Gerardo Stefanelli, al Segretario Generale della Provincia di Latina, Ferdinando Guarracino e al Dirigente della Segreteria Tecnico Operativa, Umberto Bernola, anche 20 Sindaci e/o delegati dei Comuni di Anzio, Castelforte, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Gaeta, Latina, Maenza, Minturno, Monte San Biagio, Prossedi, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, San Felice Circeo, Sermoneta, Sezze, Spigno Saturnia, SS. Cosma e Damiano, Terracina, Ventotene).

Con la delibera, la Conferenza dei Sindaci si è resa disponibile a: 

  • Applicare un incremento del moltiplicatore tariffario massimo del 3,5% per il periodo 2024-2029, ovvero l’aumento dovuto alla modifica del metodo tariffario trasmesso da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente)
  • Differire al 31/10/2024 (rispetto al termine del 10 luglio richiesto da ARERA), la data entro cui adempiere alle disposizioni regolatorie, e quindi per approvare un nuovo piano di investimenti sostenibile. 

Al momento del voto, si sono dichiarati favorevoli 22 dei 23 comuni presenti, di cui uno astenuto. 

Nuovo piano di investimenti dal Gestore. Stefanelli: “Vogliamo difendere i cittadini” 

L’intervista a Gerardo Stefanelli, Presidente di Egato 4 Latina, sul piano di investimenti presentato da Acqualatina.

La Conferenza dei Sindaci dell’Ato 4 ha espresso perplessità sulle modalità di finanziamento che Acqualatina ha previsto nel suo piano di investimenti, qual è la sua posizione?

Credo che abbiano ragione. Parlo da Sindaco ma soprattutto da Presidente dell’Ente di Governo dell’Ato 4. Martedì scorso, in Conferenza dei Sindaci, credo che i Sindaci e l’Ente di Governo abbiano dato prova di cosa significhi difendere i diritti dei cittadini esprimendo la loro contrarietà agli aumenti della tariffa previsti dal gestore.

La sua è un’affermazione dura.

No, è un’analisi obiettiva che scaturisce dalle modalità di lavoro di Acqualatina degli ultimi tempi. Italgas (ovvero il socio privato) non può pensare che i sindaci dell’Ato 4 siano soltanto dei numeri per costruire la maggioranza che porti avanti i propri piani. I sindaci difendono gli interessi dei cittadini che li hanno voluti al governo delle loro città. Per questo si sono detti contrari a un piano di investimenti che si regge prevalentemente da un lato sui fondi PNRR ottenuti grazie al lavoro dell’Ente di Governo Ato 4 e dall’altro sull’aumento delle tariffe del 10% annuo per i prossimi 4 anni. Mi sembra un po’ troppo facile fare impresa in questo modo. 

Secondo lei qual è la soluzione?

Non ho la palla di vetro, però sono nelle istituzioni da qualche anno ormai per poter affermare che le soluzioni migliori si ottengono solo ed esclusivamente con il confronto vero e con la concertazione tra le parti. Italgas dimostri prima di tutto di essere in grado di gestire e far fruttare gli investimenti dei fondi PNRR. Anche perché questi investimenti sono vincolati al raggiungimento degli obiettivi. Lo abbiamo già detto in occasione dell’Osservatorio Acque dei Sistemi Idrici Integrati che proprio come Egato 4 abbiamo fortemente voluto e organizzato. 

Il momento storico chiede maggiore responsabilità, è questo quello che sta dicendo?

Una cosa è certa: in questo momento storico non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, Italgas metta in campo il suo know how e la sua stessa forza economica. Poi c’è un altro aspetto da considerare: negli ultimi mesi tutti i vertici esecutivi di Acqualatina sono stati sostituiti da figure estranee al territorio. Mi spiace se passasse il messaggio che nell’Ato 4 non ci siano professionalità adeguate. Sappiamo tutti che non è così: il gestore è un patrimonio di conoscenze e professionalità che non può far altro che crescere. Responsabilità vuol dire investire anche nel patrimonio umano. 

In conclusione, in quale direzione bisognerebbe andare per un sistema idrico più efficiente?

Sono d’accordo che gli investimenti siano determinanti, ma ci sono anche altre strade. Prima di tutto sarà importante applicare tolleranza zero nei confronti di chi non paga o di chi paga meno del dovuto. I cittadini onesti non possono sempre rimetterci. Su questo tema la tecnologia è di grande aiuto. Così come potrebbe esserlo una sanatoria che permetta di pagare chi ne ha intenzione, magari concedendo piani di rientro più lunghi e sostenibili. L’aumento della tariffa deve essere l’ultima delle soluzioni, non può essere la prima. 

Tutto questo sarà sufficiente per evitare l’aumento?

Se non possiamo evitare l’aumento, certamente abbiamo il dovere di contenerlo il più possibile. È su questo punto che vanno coinvolti Regione e Governo per accrescere la quota di finanziamenti pubblici. Possiamo fare da guida su questo confronto, portarli al tavolo del nostro Osservatorio, allargare la discussione a livello nazionale. Possiamo diventare una best practice, ne siamo tutti consapevoli, ora dimostriamolo ai cittadini.

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2024:  “Ripristino della Terra, Desertificazione e Resilienza alla Siccità”

Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dalle Nazioni Unite nel 1972 e diventata un evento globale che richiama l’attenzione sulle sfide ambientali. 

Come per ogni anno, anche nel 2024 è stato scelto un tema specifico che ha voluto porre l’attenzione sulla degradazione del suolo e sulla siccità, facendo un appello alle nuove generazioni per un ripristino della salute del nostro pianeta. 

“Ripristino della Terra, Desertificazione e Resilienza alla Siccità”: il tema del 2024 

Il tema del World Environment Day 2024 è stato scelto per mettere in luce l’urgenza di affrontare la desertificazione e migliorare la resilienza alla siccità. Questi problemi sono strettamente legati al cambiamento climatico e alla gestione insostenibile delle risorse naturali.  

L’hashtag ufficiale della campagna, #GenerationRestoration, invita tutti a unirsi agli sforzi globali per ripristinare gli ecosistemi degradati e promuovere pratiche sostenibili che possano mitigare gli effetti della siccità e della desertificazione. 

In tutto questo, rientra anche il ruolo cruciale dell’acqua: desertificazione e siccità rappresentano, infatti, gravi minacce per le risorse idriche, compromettendo la disponibilità di acqua potabile e l’agricoltura. La sua gestione sostenibile è essenziale per garantire la sicurezza idrica e alimentare, nonché per sostenere la biodiversità e i servizi ecosistemici. 

Soluzioni per una gestione “naturale” dell’acqua e l’Iniziativa “Our Blue World” 

Le soluzioni basate su interventi in natura possono giocare un ruolo chiave nel ripristino delle terre degradate e nella gestione sostenibile delle risorse idriche. Ripristinare le zone umide, ad esempio, può migliorare la ricarica delle falde acquifere e ridurre l’impatto della siccità.  

Inoltre, promuovere pratiche agricole sostenibili e la riforestazione può aiutare a mantenere l’umidità del suolo e prevenire l’erosione.  

Ma l’azione umana può andare oltre: nel 2024 il documentario “Our Blue World“, prodotto da Brave Blue World, esplora le innovazioni nel campo della gestione delle risorse idriche e mette in evidenza come la tecnologia e le soluzioni naturali possano lavorare insieme per proteggere le risorse idriche globali. Il film offre una visione ispiratrice delle possibilità che abbiamo di creare un futuro più sostenibile. 

Egato 4 Lazio Meridionale – Latina prende parte all’appello delle Nazioni Unite: “non possiamo tornare indietro nel tempo, ma possiamo far crescere le foreste, far rivivere le fonti d’acqua e ripristinare i suoli”.  

Per saperne di più sulla Giornata Mondiale dell’Ambiente e su come partecipare alla campagna #GenerationRestoration, visita il sito ufficiale qui.  

Monitoraggio delle acque reflue: un’arma contro le epidemie 

Acque Reflue

Le acque reflue, spesso viste solo come rifiuti, possono diventare una risorsa preziosa per la prevenzione delle epidemie. Attraverso un monitoraggio attento e sistematico, è possibile rilevare la presenza di agenti patogeni e anticipare la diffusione di malattie. 

Ma come funziona questo processo e perché è così cruciale?  
Scopriamolo insieme. 

Il ruolo delle acque reflue nella salute pubblica 

Le acque reflue contengono tracce di materiali biologici umani, compresi virus e batteri. Analizzando questi campioni, gli scienziati possono rilevare la presenza di agenti patogeni come il SARS-CoV-2, il virus responsabile del COVID-19.  

Questo monitoraggio fornisce dati preziosi che possono essere utilizzati per prevedere e prevenire la diffusione di malattie infettive, offrendo un vantaggio significativo nella gestione della salute pubblica. 

Come vengono monitorate queste acque? Attraverso la raccolta di campioni da impianti di trattamento delle acque o direttamente dalle reti fognarie. Questi campioni vengono poi analizzati in laboratorio per rilevare la presenza di agenti patogeni. La tecnologia utilizzata include la PCR (reazione a catena della polimerasi) per identificare il materiale genetico dei virus. Questo metodo può fornire indicazioni tempestive sull’andamento di una possibile epidemia. 

Vantaggi del monitoraggio delle acque reflue 

Il monitoraggio delle acque reflue offre diversi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali di sorveglianza sanitaria. È meno invasivo, in quanto non richiede test individuali su vasta scala, ed è più economico.  

Inoltre, può coprire intere popolazioni, fornendo una visione d’insieme della diffusione di patogeni in una comunità. Questo approccio può identificare focolai emergenti prima che si manifestino sintomi clinici diffusi, permettendo interventi precoci. 

Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia del monitoraggio nella prevenzione delle epidemie. Durante la pandemia di COVID-19, ad esempio, molti paesi hanno implementato sistemi di monitoraggio per rilevare la presenza del virus nelle acque reflue.  

Sfide e prospettive future 

Nonostante i numerosi vantaggi, il monitoraggio presenta anche delle sfide. La raccolta e l’analisi dei campioni richiedono infrastrutture e competenze tecniche che non tutti i paesi possiedono. Inoltre, l’interpretazione dei dati può essere complessa e richiede una collaborazione tra diverse discipline. Tuttavia, con l’avanzamento delle tecnologie e la crescente consapevolezza dell’importanza di questo strumento, le prospettive future sono promettenti.

“Planet vs. Plastics”: la sfida per la Terra e le sue risorse 

Planet vs. Plastics

 Ogni anno, il 22 aprile, nel mondo viene celebrata la Giornata della Terra, un evento dedicato a sensibilizzare e promuovere la protezione nei confronti del nostro pianeta, con particolare attenzione alla sua sostenibilità. Anche per il 2024, il sito ufficiale earthday.org ha scelto e pubblicato il tema centrale dedicato alla giornata: “Planet vs. Plastics”, un richiamo all’importanza del corretto utilizzo e, soprattutto, smaltimento delle plastiche sul nostro Pianeta.  

“Planet vs. Plastics”: come può vincere il nostro Pianeta? 

Il tema di quest’anno, scelto dall’Earth Day Network, è “Planet vs. Plastics” (Pianeta contro Plastica). L’inquinamento plastico, infatti, minaccia la sostenibilità della Terra e, con lei, delle specie viventi che la abitano. Si pensi solo che, dei 7 miliardi di tonnellate di rifiuti plastici che sono stati prodotti finora a livello globale, solo il 10% è stato riciclato correttamente. 

Un rischio, questo, che si ripropone anche sulle risorse idriche presenti nel Pianeta. Ad oggi, si contano circa 50 trilioni di particelle microplastiche nei nostri oceani, un numero che super di almeno 500 volte le stelle nella Via Lattea! 

Parlando di plastica, non possiamo, dunque, ignorare il ruolo cruciale che questa gioca sull’acqua e sul suo ecosistema. Le risorse idriche sono fondamentali per la vita sulla Terra, ma sono sempre più minacciate dall’inquinamento plastico. Secondo le proiezioni degli stock ittici per il periodo 2015-2050, le plastiche supereranno il numero di pesci nei nostri oceani, influenzando la catena alimentare di numerose specie – tra le quali, anche quella degli uccelli marini: il 99% di questi, entro il 2050, ingerirà quotidianamente plastica. 

Una nostra responsabilità 

Ogni azione conta: dalla riduzione dell’uso di bottiglie di plastica all’adozione di prodotti riutilizzabili, possiamo tutti contribuire a ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente e proteggere le nostre preziose risorse idriche.  

Sebbene negli ultimi 20 anni il riciclo di plastica sia cresciuto di tre volte tanto (nel 2000 era solo del 3%, a fronte del 10% odierno), dobbiamo impegnarci per un uso più consapevole di questo materiale: ancora oggi, a livello mondiale, vengono acquistate un milione di bottigliette d’acqua ogni minuto

Le piccole azioni contano! Per un cambiamento reale, serve l’appoggio di ognuno di noi. 

Egato 4: Statuto e tariffe i primi due passi fondamentali per il nuovo Ufficio di Presidenza 

Egato 4 si prepara per una nuova stagione: il 5 aprile, durante la Prima riunione del nuovo Ufficio di Presidenza, l’Ente ha dato il benvenuto ai tre comuni neoeletti.  Poi, subito a lavoro per i temi più caldi: all’ordine del giorno Statuto e nuovo metodo tariffario

Sabaudia e Aprilia, per la prima volta nella storia, entrano dunque all’interno dell’Ufficio di presidenza dell’Egato insieme a Terracina, che si riconferma per un nuovo mandato. I tre comuni sono stati chiamati fin da subito a partecipare attivamente a uno dei temi più importanti che riguardano il futuro dell’Ente di Governo, che oggi vuole rinnovare dall’interno il proprio Statuto

Su proposta del Presidente Gerardo Stefanelli, infatti, durante l’Ufficio di Presidenza è stato costituito un gruppo di lavoro composto da 5 comuni – Sabaudia, Aprilia, Terracina, Cisterna e Latina, quest’ultima come capofila – i quali dovranno elaborare una nuova proposta del documento da sottoporre all’approvazione unitaria dell’Assemblea dei Sindaci. 

“Il percorso di rielaborazione di un nuovo Statuto è fondamentale per completare il percorso di piena autonomia organizzativa, economica e gestionale dell’Egato come Ente pubblico autonomo – ha affermato il Presidente Stefanelli –. Per questo ho scelto di costituire un gruppo di lavoro, di cui il comune di Latina si farà capofila, in grado di elaborare una proposta che miri a raggiungere gli obiettivi preposti. Nel gruppo non solo “veterani” dell’Ufficio di Presidenza ma anche Sabaudia e Aprilia, che per la prima volta nella loro storia entrano a far parte dell’Assemblea, apportando sicuramente uno sguardo nuovo nell’elaborazione del documento”. 

Tra gli ordini del giorno nella riunione del 5 aprile, anche l’illustrazione del nuovo metodo MTI-4 approvato da Arera per l’elaborazione delle tariffe che dovranno essere approvate entro il 30 giugno e che rimarrà in vigore fino al 2029. In particolare, i sindaci si sono soffermati sul tema della morosità, che sta assumendo proporzioni importanti. È previsto, infatti, che i numeri raggiunti possano apportare un potenziale aumento tariffario del 10%, incidendo anche sulla solidità economico-finanziaria della Società. 

Sul tema, i sindaci si sono detti pronti a tenere sotto controllo la situazione facendo appello anche al Gestore, Acqualatina, per raggiungere un approccio più efficiente. 

Riguardo a questo è intervenuto anche Stefanelli: “Con i sindaci dell’Ufficio di Presidenza porteremo il tema della morosità all’attenzione del Gestore anche, e soprattutto, davanti ai rappresentanti che saranno eletti nel nuovo Consiglio di amministrazione di Acqualatina – e continua –. Vogliamo tutelare gli utenti, prima di tutto; per questo chiederemo loro di prestare particolare attenzione al recupero delle morosità in tempi più rapidi, con l’adozione di nuovi percorsi e strategie gestionali e attraverso un’azione politica che riesca a coinvolgere tutto il territorio.  

 Nuovo Consiglio di amministrazione per Acqualatina. Stefanelli: “Oggi, più che mai, serve un dialogo tra Gestore e Sindaci dell’ATO 4” 

Bilancio

In attesa dell’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione di Acqualatina – voto che si terrà il 15 e 16 aprile – il Presidente della Provincia di Latina e di Egato 4, Gerardo Stefanelli, è intervenuto per ricordare l’importanza di sviluppare un rapporto più solido tra la il Gestore del Sistema Idrico Integrato e i Sindaci dell’Ato 4.

A conclusione dei sei anni di mandato, il nuovo Consiglio di amministrazione subentrerà in un momento di transizione importantissimo per la qualità del Sistema Idrico, grazie anche ai 64 milioni di euro dei finanziamenti PNRR che potranno rendere più sostenibile e moderna la gestione dell’intera rete. 

Il territorio dell’Ato 4 detiene ancora una delle posizioni più basse della classifica nazionale in ordine a perdite e a recupero delle morosità e, proprio in merito a tale gap, il Presidente ha sottolineato l’importanza di un cambio di passo nei rapporti interni tra Gestore ed Egato per poter raggiungere gli obiettivi predisposti per il 2026 – tra cui rientra anche una riduzione delle perdite almeno al 55%

“Le trasformazioni che abbiamo davanti richiedono la presenza di un management solido, pronto ad aprire un dialogo con l’Ufficio di Presidenza dell’Egato 4. – Ha affermato Stefanelli – Nei precedenti sei anni, il rapporto tra il Consiglio di amministrazione di Acqualatina e i sindaci dell’Ato 4 è stato completamente inesistente. I sindaci hanno avuto come unico interlocutore l’Egato e sullo stesso hanno riposto esigenze e aspettative che avrebbero dovuto trovare risposta proprio nel Gestore”. 

L’importanza del rapporto tra Gestore e sindaci dell’Ato non è da sottovalutare anche, e soprattutto, per la tutela degli interessi pubblici: i costi inseriti nel Bilancio – e scaricati poi nelle tariffe degli utenti –, infatti, sono accertati e votati proprio dall’Assemblea dei sindaci. 

“Acqualatina è competenza dei sindaci: sono loro che hanno l’onere di intervenire negli indirizzi inerenti alla gestione del servizio – continua Stefanelli –. Intervenire in maniera più efficace prima, attraverso un dialogo tra Gestore e sindaci e tenendo in considerazione gli strumenti che le leggi e lo Statuto della Società mettono a disposizione, è il modo migliore per poter contenere le tariffe”. 

EGATO 4 elegge tre nuovi componenti dell’Ufficio di Presidenza

Latina, 28 marzo 2024 – Sono stati eletti, durante la Conferenza dei Sindaci tenuta giovedì 28 marzo, tre nuovi componenti per l’Ufficio di Presidenza di EGATO 4, l’Ente di Governo per il territorio pontino.  

Il voto, svolto lo scorso giovedì nella sede di Via Costa, ha portato all’elezione di tre comuni della Provincia di Latina: Aprilia, Sabaudia e Terracina. Questi, che insediatesi nell’Ufficio di Presidenza dell’EGATO a partire dalla Conferenza del 5 aprile, saranno chiamati a partecipare alle prossime scelte e azioni che riguardano l’Ente. In particolar modo, parteciperanno al dibattito sull’elezione della presidenza e, soprattutto, all’approvazione della nuova proposta di Statuto. 

Proprio quest’ultimo punto è stato, infatti, tema centrale della Conferenza del 5 aprile, durante la quale è stato istituito un gruppo di lavoro che, nelle settimane a seguire, si impegnerà a definire una nuova proposta di Statuto che dovrà essere presentata e votata dall’intera plenaria. 
A comporre tale gruppo saranno cinque comuni: Latina, Aprilia, Sabaudia, Terracina e Cisterna.

Il Presidente, Gerardo Stefanelli, oltre ad augurare un buon lavoro ai rappresentati dei comuni eletti, ha voluto esprimere la propria soddisfazione rispetto alle elezioni svolte.  

“L’unanimità del voto espresso è il segnale di una volontà condivisa che ci permetterà di affrontare insieme le grandi trasformazioni del sistema idrico integrato – ha affermato Stefanelli –. I prossimi saranno mesi fondamentali per il nostro Ente e la sinergia osservata oggi mi fa essere fiducioso rispetto al futuro. L’Ufficio di Presidenza del 5 aprile è stato un appuntamento importante non solo per dare il benvenuto ai neoeletti, ma anche per aprire la discussione sul nuovo Statuto, un primo passo importante per il futuro dell’Egato e per il miglioramento dei suoi servizi”. 

Durante la conferenza del 5 aprile, all’OdG anche l’illustrazione del MTI-4, il nuovo metodo tariffario della durata di sei anni che riguarderà l’intero territorio pontino e i suoi utenti. 

Quanta acqua sprecano gli italiani buttando il proprio cibo?  

Acqua spreco

In un momento così complesso e delicato in termini di sostenibilità ambientale, l’emergenza idrica diventa tema centrale di discussione non solo istituzionale ma anche pubblico. I consumatori, infatti, devono necessariamente rendersi conto della propria responsabilità e delle conseguenze legate ai loro consumi e ai loro gesti quotidiani.  

Non tutti sanno, per esempio, che lo spreco idrico domestico è correlato a quello alimentare: attraverso lo studio condotto dall’Osservatorio internazionale Waste Watcher, ad esempio, è possibile conoscere quanti litri di acqua vengono consumati e “buttati” dai cittadini italiani a causa del proprio spreco alimentare. 

Cos’è l’impronta idrica e qual è la sua utilità? 

Al fine di misurare lo spreco di acqua dolce è stato sviluppato il concetto di impronta idrica, un indicatore ambientale che misura il consumo di acqua dolce, in maniera diretta o indiretta, dovuto alla produzione di beni o servizi. Tramite tale dato si quantifica sia l’uso di acqua attribuibile a un singolo individuo, che quello relativo all’uso di un’azienda e di una intera comunità.  

La nascita di questo indicatore è da ricondurre al Prof. Arjen Hoekstrastra e all’Università di Twente nei Paesi Bassi. Infatti, l’impronta idrica rientra in un progetto più ampio che ha dato vita al “Water footprint network”, una piattaforma collaborativa che opera a livello mondiale. Il suo scopo è quello di promuovere delle forme di sviluppo e produzione più sostenibili e che prevedano un uso adeguato, limitato, ma efficiente dell’acqua dolce.    

A quanto ammonta, però, lo spreco idrico registrato dai consumatori italiani? 

Miliardi di litri di acqua sprecati ogni settimana: il contesto italiano 

Di recente l’Osservatorio internazionale Waste Watcher ha condiviso le sue stime sullo spreco di acqua in ambito domestico partendo dai dati sullo spreco alimentare.  

Il report italiano del 2024 ha dichiarato che, dallo spreco del cibo (circa 566,3 grammi pro capite a settimana), derivano circa 151,469 miliardi di litri di acqua.  

Tale cifra è paragonabile ad un consumo di 302,938 miliardi di bottiglie da mezzo litro che, se messe tutte in fila, percorrerebbero la circonferenza del globo per bene quattro volte! Inoltre, ammonterebbero a una spesa, in termine di utenze domestiche, di 395,835 milioni di euro. 

La produzione alimentare, infatti, è strettamente correlata a un utilizzo ingente di acqua ed è per questo che lo spreco di cibo comporta anche quello idrico. Per produrre 200 kg di carne bovina, per esempio, sono necessari circa 3 milioni di litri di acqua. Questo dato rende evidente quanto le decisioni quotidiane relative alle quantità di consumi di determinati alimenti o semplicemente la scelta di gettarli, impatti sull’impronta idrica.

Scopri i consigli di Egato per un risparmio idrico

L’Osservatorio internazionale Waste Watcher, proprio per rendere più consapevoli i consumatori rispetto a questo tema, ha realizzato un’applicazione: lo Sprecometro

Tramite il suo utilizzo, i singoli individui possono stimare l’impronta idrica conseguente al loro spreco alimentare, valutando anche la perdita economica e l’impronta carbonica.  

Inoltre, vengono condivisi con loro contenuti educativi e formativi volti a ridurre gli sprechi e a migliorare le proprie scelte alimentari, proprio al fine di agire sinergicamente verso l’obiettivo 12.3 dell’Agenda 2030: dimezzare lo spreco alimentare.  

Giornata Mondiale dell’Acqua 2024: un’occasione per la pace e la cooperazione 

Ogni anno, il 22 marzo, celebriamo la Giornata Mondiale dell’Acqua, un’importante ricorrenza istituita agli inizi degli anni Novanta dalle Nazioni Unite (ONU). L’appuntamento annuale mira a sensibilizzare e ispirare all’azione per affrontare le sfide legate alla crisi idrica e igienico-sanitaria, portando alla luce ogni anno un nuovo tema centrale. 

Per il 2024, il tema scelto è “Leveraging water for peace” (“L’acqua per il raggiungimento della pace”), un richiamo alla necessità di utilizzare la risorsa idrica come strumento per promuovere la pace e la cooperazione internazionale. 

“Acqua e pace”: il tema scelto per il 2024 

In un particolare periodo geopolitico caratterizzato da crescenti tensioni e da cambiamenti climatici sempre più evidenti, l’acqua riveste un ruolo cruciale nel promuovere la pace e la stabilità.  

Più di 3 miliardi di persone nel mondo dipendono dalle risorse idriche che attraversano confini nazionali: sono 153 i Paesi che condividono fiumi, laghi o falde acquifere, ma solo 24 di questi dichiarano di avere accordi di cooperazione internazionale. La scarsità e l’inquinamento dell’acqua possono, inoltre, aumentare le tensioni tra le comunità e i Paesi, rendendo fondamentale una cooperazione transfrontaliera per affrontare le sfide comuni legate alla gestione delle risorse idriche. 

Idrodiplomazia: utilizzare l’acqua come strumento per la pace

L’idrodiplomazia si configura come un approccio strategico che mira a utilizzare la risorsa idrica come mezzo per promuovere la pace e la cooperazione internazionale.  

La cooperazione in materia d’acqua può, infatti, aiutare le popolazioni a mitigare e ad adattarsi a un clima che cambia, insegnando e provvedendo a gestire tali cambiamenti. Solo nel nostro paese, i tragici eventi dovuti alle alluvioni del 2023 sono costati oltre 400 milioni di euro: la cooperazione in materia di acqua rappresenta, in questi casi, fattore essenziale per la salute umana e per la prosperità pubblica e la lotta allo spreco, nonché una resistenza vitale agli eventi meteorologici estremi. 

Ma l’idrodiplomazia deve tradursi anche su piccola scala, per una “piccola pace”, quella delle comunità locali: la risorsa idrica risulta ancora un tema divisivo che, se non divulgato in maniera corretta, può generare conflitto tra cittadini e istituzioni. Ancora troppo scarsa è la conoscenza della gestione idrica all’interno delle comunità, per questo ogni giorno, come Egato, ci impegniamo a rendere quanto più trasparente possibile il miglioramento del Servizio Idrico grazie al contributo sinergico dei cittadini e dell’Unione Europea. 

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