Egato 4: Statuto e tariffe i primi due passi fondamentali per il nuovo Ufficio di Presidenza 

Egato 4 si prepara per una nuova stagione: il 5 aprile, durante la Prima riunione del nuovo Ufficio di Presidenza, l’Ente ha dato il benvenuto ai tre comuni neoeletti.  Poi, subito a lavoro per i temi più caldi: all’ordine del giorno Statuto e nuovo metodo tariffario

Sabaudia e Aprilia, per la prima volta nella storia, entrano dunque all’interno dell’Ufficio di presidenza dell’Egato insieme a Terracina, che si riconferma per un nuovo mandato. I tre comuni sono stati chiamati fin da subito a partecipare attivamente a uno dei temi più importanti che riguardano il futuro dell’Ente di Governo, che oggi vuole rinnovare dall’interno il proprio Statuto

Su proposta del Presidente Gerardo Stefanelli, infatti, durante l’Ufficio di Presidenza è stato costituito un gruppo di lavoro composto da 5 comuni – Sabaudia, Aprilia, Terracina, Cisterna e Latina, quest’ultima come capofila – i quali dovranno elaborare una nuova proposta del documento da sottoporre all’approvazione unitaria dell’Assemblea dei Sindaci. 

“Il percorso di rielaborazione di un nuovo Statuto è fondamentale per completare il percorso di piena autonomia organizzativa, economica e gestionale dell’Egato come Ente pubblico autonomo – ha affermato il Presidente Stefanelli –. Per questo ho scelto di costituire un gruppo di lavoro, di cui il comune di Latina si farà capofila, in grado di elaborare una proposta che miri a raggiungere gli obiettivi preposti. Nel gruppo non solo “veterani” dell’Ufficio di Presidenza ma anche Sabaudia e Aprilia, che per la prima volta nella loro storia entrano a far parte dell’Assemblea, apportando sicuramente uno sguardo nuovo nell’elaborazione del documento”. 

Tra gli ordini del giorno nella riunione del 5 aprile, anche l’illustrazione del nuovo metodo MTI-4 approvato da Arera per l’elaborazione delle tariffe che dovranno essere approvate entro il 30 giugno e che rimarrà in vigore fino al 2029. In particolare, i sindaci si sono soffermati sul tema della morosità, che sta assumendo proporzioni importanti. È previsto, infatti, che i numeri raggiunti possano apportare un potenziale aumento tariffario del 10%, incidendo anche sulla solidità economico-finanziaria della Società. 

Sul tema, i sindaci si sono detti pronti a tenere sotto controllo la situazione facendo appello anche al Gestore, Acqualatina, per raggiungere un approccio più efficiente. 

Riguardo a questo è intervenuto anche Stefanelli: “Con i sindaci dell’Ufficio di Presidenza porteremo il tema della morosità all’attenzione del Gestore anche, e soprattutto, davanti ai rappresentanti che saranno eletti nel nuovo Consiglio di amministrazione di Acqualatina – e continua –. Vogliamo tutelare gli utenti, prima di tutto; per questo chiederemo loro di prestare particolare attenzione al recupero delle morosità in tempi più rapidi, con l’adozione di nuovi percorsi e strategie gestionali e attraverso un’azione politica che riesca a coinvolgere tutto il territorio.  

 Nuovo Consiglio di amministrazione per Acqualatina. Stefanelli: “Oggi, più che mai, serve un dialogo tra Gestore e Sindaci dell’ATO 4” 

Bilancio

In attesa dell’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione di Acqualatina – voto che si terrà il 15 e 16 aprile – il Presidente della Provincia di Latina e di Egato 4, Gerardo Stefanelli, è intervenuto per ricordare l’importanza di sviluppare un rapporto più solido tra la il Gestore del Sistema Idrico Integrato e i Sindaci dell’Ato 4.

A conclusione dei sei anni di mandato, il nuovo Consiglio di amministrazione subentrerà in un momento di transizione importantissimo per la qualità del Sistema Idrico, grazie anche ai 64 milioni di euro dei finanziamenti PNRR che potranno rendere più sostenibile e moderna la gestione dell’intera rete. 

Il territorio dell’Ato 4 detiene ancora una delle posizioni più basse della classifica nazionale in ordine a perdite e a recupero delle morosità e, proprio in merito a tale gap, il Presidente ha sottolineato l’importanza di un cambio di passo nei rapporti interni tra Gestore ed Egato per poter raggiungere gli obiettivi predisposti per il 2026 – tra cui rientra anche una riduzione delle perdite almeno al 55%

“Le trasformazioni che abbiamo davanti richiedono la presenza di un management solido, pronto ad aprire un dialogo con l’Ufficio di Presidenza dell’Egato 4. – Ha affermato Stefanelli – Nei precedenti sei anni, il rapporto tra il Consiglio di amministrazione di Acqualatina e i sindaci dell’Ato 4 è stato completamente inesistente. I sindaci hanno avuto come unico interlocutore l’Egato e sullo stesso hanno riposto esigenze e aspettative che avrebbero dovuto trovare risposta proprio nel Gestore”. 

L’importanza del rapporto tra Gestore e sindaci dell’Ato non è da sottovalutare anche, e soprattutto, per la tutela degli interessi pubblici: i costi inseriti nel Bilancio – e scaricati poi nelle tariffe degli utenti –, infatti, sono accertati e votati proprio dall’Assemblea dei sindaci. 

“Acqualatina è competenza dei sindaci: sono loro che hanno l’onere di intervenire negli indirizzi inerenti alla gestione del servizio – continua Stefanelli –. Intervenire in maniera più efficace prima, attraverso un dialogo tra Gestore e sindaci e tenendo in considerazione gli strumenti che le leggi e lo Statuto della Società mettono a disposizione, è il modo migliore per poter contenere le tariffe”. 

EGATO 4 elegge tre nuovi componenti dell’Ufficio di Presidenza

Latina, 28 marzo 2024 – Sono stati eletti, durante la Conferenza dei Sindaci tenuta giovedì 28 marzo, tre nuovi componenti per l’Ufficio di Presidenza di EGATO 4, l’Ente di Governo per il territorio pontino.  

Il voto, svolto lo scorso giovedì nella sede di Via Costa, ha portato all’elezione di tre comuni della Provincia di Latina: Aprilia, Sabaudia e Terracina. Questi, che insediatesi nell’Ufficio di Presidenza dell’EGATO a partire dalla Conferenza del 5 aprile, saranno chiamati a partecipare alle prossime scelte e azioni che riguardano l’Ente. In particolar modo, parteciperanno al dibattito sull’elezione della presidenza e, soprattutto, all’approvazione della nuova proposta di Statuto. 

Proprio quest’ultimo punto è stato, infatti, tema centrale della Conferenza del 5 aprile, durante la quale è stato istituito un gruppo di lavoro che, nelle settimane a seguire, si impegnerà a definire una nuova proposta di Statuto che dovrà essere presentata e votata dall’intera plenaria. 
A comporre tale gruppo saranno cinque comuni: Latina, Aprilia, Sabaudia, Terracina e Cisterna.

Il Presidente, Gerardo Stefanelli, oltre ad augurare un buon lavoro ai rappresentati dei comuni eletti, ha voluto esprimere la propria soddisfazione rispetto alle elezioni svolte.  

“L’unanimità del voto espresso è il segnale di una volontà condivisa che ci permetterà di affrontare insieme le grandi trasformazioni del sistema idrico integrato – ha affermato Stefanelli –. I prossimi saranno mesi fondamentali per il nostro Ente e la sinergia osservata oggi mi fa essere fiducioso rispetto al futuro. L’Ufficio di Presidenza del 5 aprile è stato un appuntamento importante non solo per dare il benvenuto ai neoeletti, ma anche per aprire la discussione sul nuovo Statuto, un primo passo importante per il futuro dell’Egato e per il miglioramento dei suoi servizi”. 

Durante la conferenza del 5 aprile, all’OdG anche l’illustrazione del MTI-4, il nuovo metodo tariffario della durata di sei anni che riguarderà l’intero territorio pontino e i suoi utenti. 

Quanta acqua sprecano gli italiani buttando il proprio cibo?  

Acqua spreco

In un momento così complesso e delicato in termini di sostenibilità ambientale, l’emergenza idrica diventa tema centrale di discussione non solo istituzionale ma anche pubblico. I consumatori, infatti, devono necessariamente rendersi conto della propria responsabilità e delle conseguenze legate ai loro consumi e ai loro gesti quotidiani.  

Non tutti sanno, per esempio, che lo spreco idrico domestico è correlato a quello alimentare: attraverso lo studio condotto dall’Osservatorio internazionale Waste Watcher, ad esempio, è possibile conoscere quanti litri di acqua vengono consumati e “buttati” dai cittadini italiani a causa del proprio spreco alimentare. 

Cos’è l’impronta idrica e qual è la sua utilità? 

Al fine di misurare lo spreco di acqua dolce è stato sviluppato il concetto di impronta idrica, un indicatore ambientale che misura il consumo di acqua dolce, in maniera diretta o indiretta, dovuto alla produzione di beni o servizi. Tramite tale dato si quantifica sia l’uso di acqua attribuibile a un singolo individuo, che quello relativo all’uso di un’azienda e di una intera comunità.  

La nascita di questo indicatore è da ricondurre al Prof. Arjen Hoekstrastra e all’Università di Twente nei Paesi Bassi. Infatti, l’impronta idrica rientra in un progetto più ampio che ha dato vita al “Water footprint network”, una piattaforma collaborativa che opera a livello mondiale. Il suo scopo è quello di promuovere delle forme di sviluppo e produzione più sostenibili e che prevedano un uso adeguato, limitato, ma efficiente dell’acqua dolce.    

A quanto ammonta, però, lo spreco idrico registrato dai consumatori italiani? 

Miliardi di litri di acqua sprecati ogni settimana: il contesto italiano 

Di recente l’Osservatorio internazionale Waste Watcher ha condiviso le sue stime sullo spreco di acqua in ambito domestico partendo dai dati sullo spreco alimentare.  

Il report italiano del 2024 ha dichiarato che, dallo spreco del cibo (circa 566,3 grammi pro capite a settimana), derivano circa 151,469 miliardi di litri di acqua.  

Tale cifra è paragonabile ad un consumo di 302,938 miliardi di bottiglie da mezzo litro che, se messe tutte in fila, percorrerebbero la circonferenza del globo per bene quattro volte! Inoltre, ammonterebbero a una spesa, in termine di utenze domestiche, di 395,835 milioni di euro. 

La produzione alimentare, infatti, è strettamente correlata a un utilizzo ingente di acqua ed è per questo che lo spreco di cibo comporta anche quello idrico. Per produrre 200 kg di carne bovina, per esempio, sono necessari circa 3 milioni di litri di acqua. Questo dato rende evidente quanto le decisioni quotidiane relative alle quantità di consumi di determinati alimenti o semplicemente la scelta di gettarli, impatti sull’impronta idrica.

Scopri i consigli di Egato per un risparmio idrico

L’Osservatorio internazionale Waste Watcher, proprio per rendere più consapevoli i consumatori rispetto a questo tema, ha realizzato un’applicazione: lo Sprecometro

Tramite il suo utilizzo, i singoli individui possono stimare l’impronta idrica conseguente al loro spreco alimentare, valutando anche la perdita economica e l’impronta carbonica.  

Inoltre, vengono condivisi con loro contenuti educativi e formativi volti a ridurre gli sprechi e a migliorare le proprie scelte alimentari, proprio al fine di agire sinergicamente verso l’obiettivo 12.3 dell’Agenda 2030: dimezzare lo spreco alimentare.  

Giornata Mondiale dell’Acqua 2024: un’occasione per la pace e la cooperazione 

Ogni anno, il 22 marzo, celebriamo la Giornata Mondiale dell’Acqua, un’importante ricorrenza istituita agli inizi degli anni Novanta dalle Nazioni Unite (ONU). L’appuntamento annuale mira a sensibilizzare e ispirare all’azione per affrontare le sfide legate alla crisi idrica e igienico-sanitaria, portando alla luce ogni anno un nuovo tema centrale. 

Per il 2024, il tema scelto è “Leveraging water for peace” (“L’acqua per il raggiungimento della pace”), un richiamo alla necessità di utilizzare la risorsa idrica come strumento per promuovere la pace e la cooperazione internazionale. 

“Acqua e pace”: il tema scelto per il 2024 

In un particolare periodo geopolitico caratterizzato da crescenti tensioni e da cambiamenti climatici sempre più evidenti, l’acqua riveste un ruolo cruciale nel promuovere la pace e la stabilità.  

Più di 3 miliardi di persone nel mondo dipendono dalle risorse idriche che attraversano confini nazionali: sono 153 i Paesi che condividono fiumi, laghi o falde acquifere, ma solo 24 di questi dichiarano di avere accordi di cooperazione internazionale. La scarsità e l’inquinamento dell’acqua possono, inoltre, aumentare le tensioni tra le comunità e i Paesi, rendendo fondamentale una cooperazione transfrontaliera per affrontare le sfide comuni legate alla gestione delle risorse idriche. 

Idrodiplomazia: utilizzare l’acqua come strumento per la pace

L’idrodiplomazia si configura come un approccio strategico che mira a utilizzare la risorsa idrica come mezzo per promuovere la pace e la cooperazione internazionale.  

La cooperazione in materia d’acqua può, infatti, aiutare le popolazioni a mitigare e ad adattarsi a un clima che cambia, insegnando e provvedendo a gestire tali cambiamenti. Solo nel nostro paese, i tragici eventi dovuti alle alluvioni del 2023 sono costati oltre 400 milioni di euro: la cooperazione in materia di acqua rappresenta, in questi casi, fattore essenziale per la salute umana e per la prosperità pubblica e la lotta allo spreco, nonché una resistenza vitale agli eventi meteorologici estremi. 

Ma l’idrodiplomazia deve tradursi anche su piccola scala, per una “piccola pace”, quella delle comunità locali: la risorsa idrica risulta ancora un tema divisivo che, se non divulgato in maniera corretta, può generare conflitto tra cittadini e istituzioni. Ancora troppo scarsa è la conoscenza della gestione idrica all’interno delle comunità, per questo ogni giorno, come Egato, ci impegniamo a rendere quanto più trasparente possibile il miglioramento del Servizio Idrico grazie al contributo sinergico dei cittadini e dell’Unione Europea. 

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Oppenheimer trionfa agli Oscar: ma quali furono le conseguenze idriche del Progetto Manhattan? 

Progetto Manahattan

La scorsa notte, il film di Cristopher Nolan “Oppenheimer” ha trionfato a Los Angeles vincendo ben 7 premi Oscar su 13. Un eccezionale contributo al cinema dietro al quale si nasconde una storia intricata e controversa, quella del Progetto Manhattan, lo stesso che ha portato alla creazione della bomba atomica. 

Il Progetto, sviluppato durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresentò un passo epocale nella storia dell’umanità, ma con esso giunsero conseguenze che spesso restano nell’ombra: quelle sulla risorsa idrica sono solo un esempio 

Il Progetto Manhattan: quali risvolti sulle acque americane? 

Il Progetto Manhattan rappresentava un’iniziativa degli Stati Uniti per lo sviluppo dell’arma nucleare. Condotta in gran segreto durante la Seconda Guerra Mondiale, coinvolse un vasto numero di scienziati, ingegneri e lavoratori impegnati nella produzione di armi atomiche. Tuttavia, nel fervore della corsa all’arma nucleare, la tutela delle risorse idriche non fu una priorità.  

Non vi era un piano definito per proteggere le acque circostanti durante i test nucleari e, infatti, la scoperta di contaminazione delle acque non fu immediata né prioritaria per coloro che organizzarono il progetto. L’attenzione fu rivolta allo sviluppo dell’arma e, sebbene vennero scelti luoghi deserti e lontani dalle cittadine abitate, poco tempo venne dedicato alle considerazioni per le conseguenze ambientali. 

Negli anni successivi ai test nucleari vennero condotti studi e ricerche per valutare l’impatto ambientale delle esplosioni atomiche. Fu così che scienziati e i ricercatori hanno iniziato a rilevare livelli elevati di radiazioni nelle acque superficiali e sotterranee nelle vicinanze dei siti di test, registrando un chiaro segnale di contaminazione. 

Nel monitoraggio e nella verifica della contaminazione delle acque furono coinvolti vari attori, tra cui istituzioni governative, agenzie di protezione ambientale e istituti di ricerca scientifica. Questi utilizzarono tecniche di campionamento e analisi per misurare i livelli di radiazioni nelle acque e valutare il loro impatto sulla salute umana e sull’ambiente. 

Una volta confermata la contaminazione, vennero intraprese misure per mitigare i rischi e proteggere la popolazione e gli ecosistemi dalla esposizione alle sostanze radioattive. Tuttavia, gli effetti a lungo termine della contaminazione radioattiva hanno continuato a rappresentare una sfida per decenni, richiedendo un monitoraggio costante e sforzi di bonifica per ripristinare la qualità delle acque colpite. 

Quali sono gli effetti di una bomba atomica sulle risorse idriche circostanti? 

L’impatto che una bomba atomica può avere sulle risorse idriche circostanti è devastante. Le esplosioni nucleari, infatti, rilasciano una vasta gamma di materiali radioattivi nell’ambiente, tra cui isotopi di stronzio, cesio e plutonio, che contaminano le acque superficiali, sotterranee e marine. 

Le radiazioni provenienti da test e da bombe nucleari contaminano direttamente i corpi idrici vicini, come fiumi, laghi e oceani, rendendoli inadatti all’uso umano e agli ecosistemi acquatici. Le sostanze radioattive possono accumularsi nei sedimenti acquatici e nella catena alimentare, con effetti dannosi su pesci, piante acquatiche e animali che dipendono da tali habitat. 

Inoltre, le radiazioni possono infiltrarsi nel terreno e nelle falde acquifere sotterranee, compromettendo la qualità dell’acqua potabile e l’accesso a risorse idriche sicure per le comunità locali. Le persone esposte a tali contaminazioni possono incorrere in gravi problemi di salute, compresi il cancro, le malattie cardiache e le anomalie congenite, causate dall’assunzione di acqua o cibo contaminati. 

Oltre agli effetti diretti sulle risorse idriche, le armi nucleari sono in grado di produrre un fallout radioattivo che contamina l’aria e le precipitazioni, aumentando ulteriormente il rischio di inquinamento delle risorse idriche attraverso il deposito di radionuclidi sulle superfici acquatiche. 

Oggi celebriamo un film che farà la storia del cinema e ricordiamo la scoperta di uno scenziato che la storia – nel bene e nel male – l’ha gia scritta. Tutto questo, però, ci insegna una lezione: qualunque siano le cause, la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico devono e dovranno essere guidati da un profondo rispetto per l’ambiente e le risorse naturali.

PNRR e Servizio Idrico Integrato: più di 600 chilometri distrettualizzati. Stefanelli “L’Egato e il Gestore devono avere più voce sul territorio” 

Latina, febbraio 2024 – Proseguono i lavori previsti dai fondi del Piano di Ripresa e Resilienza destinati al Servizio Idrico Integrato del territorio dell’ATO 4 Lazio Meridionale – Latina. 

L’ultimo “Report periodico” ha riportato gli avanzamenti sulla distrettualizzazione della rete ottenuti grazie al progetto “Global Water Evolution: l’ottimizzazione del S.I.I. dell’ATO 4 – Lazio Meridionale”.

Secondo le stime riportate, sono 652,2 i chilometri di rete distrettualizzata alla data del 31 dicembre 2023, con un avanzamento di 117,2 chilometri dall’ultimo monitoraggio. Si è registrato, dunque, un avanzamento del 7,7% che ha riguardato numerosi comuni all’interno dell’ATO 4, in particolare Aprilia, Nettuno, Cisterna di Latina, Cori, Sezze, Priverno, Terracina, Fondi, Lenola, Itri, Gaeta, Formia, SS Cosma e Damiano, Castelforte e Minturno. 

La distrettualizzazione della rete idrica consiste nell’identificare e delimitare i “distretti di misura”, cioè delle porzioni di rete a cui sono associate le rilevazioni di portata e pressione dell’acqua. Ciò consente di rendere sempre più efficiente il funzionamento della rete idrica e di tenere sotto controllo i singoli distretti, facilitando gli interventi di manutenzione e apportando un risparmio in dispersione di energia. 

“Vogliamo aggiornare costantemente i cittadini su come procedono i lavori del progetto Global Water Evolution, informando su quanto stiamo realizzando e realizzeremo grazie ai fondi del PNRR. – afferma Gerardo Stefanelli, presidente di Egato 4 Lazio Meridionale-Latina e Presidente della Provincia di Latina – Quelli registrati sono dei buoni risultati, ottenuti rispettando il cronoprogramma stabilito. Stiamo crescendo su questo: rispetto al passato, i ritmi di lavoro e gli obiettivi sono rispettati e la qualità offerta da Servizio Idrico sta crescendo costantemente”

Oltre a questo, Stefanelli sottolinea l’importanza di considerare l’Ente come voce di riferimento sul tema idrico. “Continuiamo a evidenziare i risultati ottenuti, non solo per informare i cittadini, ma perché troppo spesso viene sottovalutato dagli interlocutori del territorio il ruolo attivo ricoperto dall’Egato e dal Gestore. – afferma il Presidente – Ne è un esempio il recente convegno “Sorella Acqua”, l’evento ha registrato un buon successo, mi rammarica però il fatto che non fossero seduti al tavolo né Egato né Acqualatina, due voci fondamentali sul tema.  Ente e Gestore vengono chiamati in causa solo in momenti di discussione su manovre economiche e investimenti. Ci dimentichiamo invece dell’importanza strategica dei due soggetti su tutto ciò che riguarda l’acqua e la sostenibilità ambientale. Non parlo solo degli enti in quanto tali, ma soprattutto delle professionalità che hanno al loro interno. Ci sono ingegneri, tecnici, analisti che potrebbero mettere a disposizione le loro competenze a 360 gradi per la crescita del nostro territorio”.  

“La vera sfida del futuro – conclude Stefanelli – è la multisettorialità e la trasversalità delle politiche di sviluppo. Il dialogo e il lavoro di gruppo possono determinare quella che oggi viene definita come multipotenzialità, ovvero la capacità di moltiplicare l’efficacia e i risultati raggiunti non aumentando gli investimenti”. 

La morosità nel Servizio Idrico Integrato

Con l’introduzione del nuovo metodo tariffario (MTI-4) approvato con la delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) 639/2023/R/idr del 28 dicembre, EGATO 4 Lazio Meridionale – Latina ha scelto di illustrare ai propri utenti tutto quello che riguarderà il pagamento della tariffa.

Tra le varie tematiche, anche un focus sulla morosità e sulle sue conseguenze in termini di gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.).

Che cosa significa morosità nel sistema tariffario?

Con l’approvazione delle tariffe da parte di un EGATO, ogni anno viene riconosciuto al Gestore del S.I.I. un importo (VRG) da incassare con le bollette pagate dagli utenti. Con tale somma, oltre a coprire gli effettivi costi di gestione, il Gestore deve effettuare anche gli investimenti previsti nel Piano degli Interventi (PdI). Il ritardo o l’assenza nel pagamento delle bollette per i servizi idrici crea quella che viene definita “morosità”, un problema significativo perché il mancato incasso previsto dal Gestore può mettere a rischio l’equilibrio economico del sistema con dirette conseguenze anche sull’attuazione del Piano degli Interventi.

Quali conseguenze ha la morosità nel sistema tariffario?

Un’elevata morosità ha come diretta conseguenza il mancato incasso, da parte del Gestore, della cifra prevista. In tal caso, allo stesso, viene riconosciuta la facoltà di presentare una specifica istanza all’EGATO per il riconoscimento di extra-costi di morosità al fine di consentirgli di rispettare gli adempimenti e obblighi previsti dal suo ruolo (come, ad esempio, Convenzione di Gestione, disciplinare tecnico, delibere ARERA).

L’istanza di riconoscimento di ulteriori maggiori costi per morosità si basa sui mancati incassi da parte del Gestore negli ultimi due anni (UR 24) delle somme a lui riconosciute (VRG). Tale morosità, se riconosciuta dell’Ente d’Ambito, viene coperta con aumenti delle bollette degli utenti nelle successive annualità.

Le soluzioni adottate in passato per il territorio dell’ATO 4

In passato, a fronte di un’elevata morosità, il Gestore ha presentato un’istanza di riconoscimento di costi di morosità per il periodo regolatorio 2016-2019 (MTI-2) approvata dall’Ente d’Ambito con deliberazione n. 17 del 20/12/2016, che gli ha riconosciuto circa 15 Mln di euro di ulteriori costi per morosità. L’approvazione definitiva è avvenuta anche da parte dell’AEEGSI (oggi ARERA) con la deliberazione AEGGSI n.35/2017/R/idr del 26/01/2017 che, oltre a riconoscere tale morosità, ha disposto che il recupero di tali somme dovesse essere fatto sotto forma di conguaglio tariffario sulle bollette a partire dall’anno 2020. Quindi, le bollette dall’anno 2020 hanno subito un aumento per effetto di questi maggiori costi. Con deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 14 del 19/12/2019, infatti, furono portati dall’anno 2020 nelle bollette degli utenti detti conguagli in occasione dell’aggiornamento biennale delle tariffe.

Nell’anno 2021, il Gestore ha presentato una nuova richiesta di riconoscimento di maggiori costi di morosità in occasione dell’entrata in vigore del nuovo metodo tariffario, il MTI-3, per una somma di circa 33 Mln di euro (9%) da spalmare sulle bollette degli utenti dal 2022 al 2025, avendo registrato mancati incassi di bollette per morosità pari al 13,03%, ancora in aumento rispetto alle precedenti annualità. Con deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 12 del 25/06/2021 (MTI-3), furono approvate le tariffe per il periodo regolatorio 2020-2023. Con questa approvazione tariffaria, il Gestore ha subito un ulteriore mancato riconoscimento del costo di morosità, dunque, l’approvazione aveva infatti chiesto all’EGATO il riconoscimento di una percentuale di morosità di circa il 9% per 4 anni (circa 33 Mln) ma ha ottenuto un riconoscimento del 7,1 % previsto come parametro standard della zona Sud e le Isole al fatturato 2018 e 2019 (circa 9 Mln complessivi) calcolato quindi solamente su due anni da spalmare nelle tariffe delle annualità 2022 e 2023.

Gli aggiornamenti introdotti nel 2022 

Nel 2022, in occasione dell’aggiornamento biennale delle tariffe (2022-2023), il Gestore ha presentato un’istanza di riconoscimento dei maggiori costi di morosità per circa 24 Mln di euro (ovvero costi di morosità che in precedenza non gli erano stati riconosciuti dall’EGATO), da spalmare sulle bollette dal 2022 al 2025 avendo registrato una morosità effettiva di circa il 13%. Con deliberazione della Conferenza dei Sindaci n. 15 del 27/06/2022, l’EGATO ha approvato l’aggiornamento tariffario riconoscendo al Gestore del S.I.I. una morosità di circa il 3% prevista come parametro standard della zona Centro (circa 5,7 Mln di euro complessivi) calcolata su due sole annualità da spalmare nelle tariffe del 2024 e 2025.  L’EGATO ha quindi continuato a riconoscere al Gestore una ridotta morosità incentivando lo stesso ad attuare misure sempre più concrete per il recupero del credito.

Gli aggiornamenti dell’Autorità di Regolazione

Anche la stessa ARERA ha apportato notevoli novità in materia di recupero della morosità. Con propria deliberazione n. 311/2019/R/idr, ha stabilito le procedure che il Gestore deve applicare per limitare, sospendere o disattivare le utenze che risultano morose, stabilendo, inoltre, tutele per le utenze economicamente svantaggiate e inserendo azioni concrete che il Gestore deve adottare per la chiusura di utenze morose (es. chiusura utenza da presa stradale, chiusura utenza condominiale).

Un nuovo piano tariffario per EGATO 4. Ing. Bernola: “nelle prossime settimane saranno illustrate tutte le novità” 

Venerdì 09 febbraio – L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha introdotto un pacchetto di novità per il sistema idrico che andrà a dispiegare il proprio effetto anche sul S.I.I. del territorio dell’Ato 4. 

Con la delibera 639/2023/R/idr del 28 dicembre, ARERA ha introdotto per il nuovo anno un metodo tariffario idrico (MTI-4) che prevedrà l’inserimento di nuovi criteri guida per una durata di 6 anni. 

Dal comunicato stampa diffuso dall’Autorità di regolazione viene scritto che la manovra mirerà a ottenere “una riduzione delle differenze di servizio tra le aree del Paese, in continuità con le regole introdotte a partire dal 2012.  L’MTI-4 avrà la durata di 6 anni, prevedendo un aggiornamento del Piano delle Opere Strategiche (POS) fino al 2035, mirando a favorire la sicurezza degli approvvigionamenti idrici e, allo stesso tempo, a promuovere una maggiore cooperazione nei diversi livelli di pianificazione”. 

Alla delibera sul piano tariffario, ARERA ha aggiunto ulteriori novità, come la copertura del costo dell’energia elettrica e un intervento nella regolazione della qualità tecnica del S.I.I.. 

“Il nuovo metodo MTI-4 ha previsto numerose novità rispetto percedente metodo MTI-3 – Spiega l’ingegnere Umberto Bernola, direttore di EGATO 4 Lazio Meridionale – Latina –. Sono molti i temi da affrontare nel dettaglio: le morosità, il costo dell’energia elettrica, e la possibilità di derogare il limite di incremento massimo tariffario (teta) e l’introduzione di un nuovo parametro di qualità tecnica M0. È per questo che, nelle prossime settimane, con EGATO 4 ci impegneremo per spiegare nel dettaglio le novità previste.” 

Nel frattempo, sulla sito web dell’ente è possibile consultare la delibera pubblicata dall’Autorità per un approfondimento sugli aggiornamenti introdotti.  

SCADA: il software per la raccolta dei dati

Con il progetto “Global Water Evolution”, Egato 4 Latina – Lazio Meridionale ha implementato una risposta IT per la riduzione delle perdite idriche grazie allo sviluppo di alcuni progetti software. Tra questi anche la tecnologia SCADA, che permetterà una supervisione, un controllo e un’acquisizione dei dati della rete idrica del territorio.

Ma che cosa significa “SCADA”?

Tecnologia SCADA: come funziona?

La tecnologia SCADA, acronimo di “Supervisory Control and Data Acquisition“, si basa sul monitoraggio in tempo reale degli impianti idrici, utilizzando una rete di sensori che misurano parametri chiave come pressione, flusso e temperatura dell’acqua. La sua realizzazione comporta diverse fasi cruciali: inizialmente, vengono installati sensori lungo la rete idrica, in punti strategici che permettano di monitorare i parametri. Questi sensori possono essere distribuiti su tubazioni, valvole e impianti di trattamento per coprire l’intero sistema. Successivamente, vengono collegati a un sistema centralizzato di acquisizione dati. Quest’ultimo può essere costituito da computer dedicati, unità di controllo remoto e dispositivi di comunicazione, che insieme formano il nucleo del sistema SCADA.

Parallelamente, vengono implementate le infrastrutture di comunicazione, che possono includere reti cablate o wireless, per consentire il trasferimento affidabile dei dati dal campo al centro di controllo. Gli operatori del sistema SCADA possono quindi monitorare costantemente i dati in tempo reale provenienti dai sensori, analizzando le condizioni della rete e rispondendo prontamente a eventuali emergenze. L’interfaccia utente del sistema SCADA fornisce un quadro completo della rete idrica, consentendo agli operatori di visualizzare grafici, report e allarmi, e di interagire con le attrezzature attraverso il controllo remoto.

I Vantaggi della tecnologia SCADA

L’installazione della tecnologia SCADA nella gestione idrica offre una serie di vantaggi tangibili. Innanzitutto, il posizionamento strategico dei sensori e la rete di comunicazione efficiente consentono un monitoraggio in tempo reale della rete, riducendo il tempo di individuazione delle perdite idriche. La capacità di controllare e regolare le attrezzature a distanza permette un intervento rapido e mirato.

Inoltre, il sistema SCADA facilita l’implementazione di avanzate tecnologie di localizzazione delle perdite, migliorando la precisione nell’individuare la posizione esatta dei problemi nella rete.

La raccolta e l’analisi dei dati a lungo termine forniscono una comprensione dettagliata dei modelli di consumo e delle tendenze, permettendo agli operatori di ottimizzare le operazioni e di implementare strategie preventive.