Un’onda di “blu” per la Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo

Cultura

Mare Nostrum” è il modo in cui veniva definito il Mediterraneo ai tempi dell’Antica Roma.
È il “nostro mare” e l’8 lugliose ne celebra la giornata: istituita nel 2014 con la collaborazione di Earth Day Italia e il supporto della Marina Militare Italiana, laGiornata Internazionale del Mar Mediterraneonasce con lo scopo di stimolare l’interesse verso la sua salute e di sensibilizzare sui pericoli causati dall’inquinamento, dalla pesca eccessiva e dalla perdita degli habitat costieri.

Il Mediterraneo rappresenta soltanto l’1% dell’intera superfice oceanica ma, nonostante ciò, presenta una notevole biodiversità, con più didiecimila specie marinee unagrande diversità di ecosistemida salvaguardare.

Infatti, nonostante la numerosa quantità di “vita” che anima i suoi fondali, il mare è minacciato ogni giorno da pesca intensiva, prodotti chimici, ricerca di combustibili fossili e trasporti marini. A questo si aggiunge l’enorme quantità di rifiuti accumulati: il Mediterraneo “accoglie” oltre il70% di rifiuti gettati in acquatra i quali, come vieneindicato daIstituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale(ISPRA)
, il77% è plastica. L’impatto non è da poco: i rifiuti e, in particolare, la plastica possono rimanere nell’ambiente per centinaia di anni, attaccando la fauna marina (che spesso ingerisce i rifiuti o viene ferita da questi ultimi), portando alla contaminazione della catena alimentare marina (e, di conseguenza, umana) e impattando sugli ecosistemi costieri- si stima che sulle nostre spiagge sia presente una media di 400 rifiuti ogni 100 metri.

ISPRA, proprio in occasione di questa giornata, nel 2021 ha realizzato il documentario “Colori profondi del Mediterraneo” per far conoscere a tutti cosa si nasconde sotto la sua superfice e per stimolare a proteggere la ricchezza che ospita.

La giornata è volta, quindi, a promuovere la conservazione e la protezione del mare e dei suoi fondali attraverso l’implementazione della “blue economy, una vasta gamma di azioni volte a preservare l’ambiente marino e a garantire il benessere delle comunità costiere. Tra gli esempi di blue economy: il trasporto marino a basso impatto, la pesca e l’acquacultura sostenibile, l’energia marina rinnovabile e una gestione equa e strategica delle risorse.

Per poter sviluppare questi gesti sarà però necessaria lacollaborazione tra i paesi che affacciano sulMare Nostrum, oltreché a quella delle organizzazioni internazionali, delle istituzioni scientifiche e, non di meno, della società civile. Quale miglior occasione per generare un “onda di blu”?

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